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  • Piera Masala

On the road, once again.



Sono passati tre anni dal mio ultimo viaggio on the road, un biglietto di sola andata, una borsa piena di emozioni e la mia voglia incontrollabile di vita e di fotografia.


Scrivo dalla terrazza dell' "Appartamento turisticos Regina", un'affitta stanze con prezzi moderati, sono qui da due giorni e dopo essermi persa tra le stradine di Albufeira, dopo il bagno nell'oceano e le corse sulla riva delle sue spiagge immense è tempo di proseguire il cammino.




La verità è che non ho una rotta da seguire, una destinazione prefissata, non so ancora cosa ci sarà dopo il Portogallo, cosa farò domani e neanche stasera. In questo momento la mia attenzione va su di me, sul presente, sugli incontri, sulla bellezza del viaggio e sull'incantevole magia che sta dietro l'inaspettato.



Questa cittadina in Algarve a pochi km da Faro, direi essere abbastanza fuori dalle vibes che vado ricercando, è una località molto turistica, tantissimi gli inglesi in giro per i locali

i prezzi sono abbastanza alti rispetto alla media e di autentico direi le stradine, i colori pastello, i gattini che dormono sulle macchine, e l'indistinguibile luce portoghese.




La notte si trasforma, le luci delle insegne illuminano le strade ed è tanta la confusione nell'aria, Terry Gilliam sarebbe felice di fare il sequel del suo film più conosciuto .."Paura e delirio ad Albufeira" :)



 

Coltivo sempre dentro di me il desiderio di scrivere, di fotografare e di raccontare storie, ma ogni volta che sto troppo tempo in un luogo accade qualcosa che sembra impedire la mia creatività e la mia fame di curiosità.



Spesso penso di non essere pronta ad accogliere la mia terra natale come merita, vivere l'isola e la Sardegna spesso mi limita.

Che siano solo scuse quelle che do a me stessa, giustificazioni per colmare quell'insufficiente voglia e desiderio di approfondire le mie arti?



La verità credo sia molto più semplice.

Davvero accade qualcosa nel momento il cui, l'aereo prende velocità perché la mia anima si svuota, la mia visuale è più ampia e il mio animo è in pace.



Solo nell'equilibrio tra pieno e vuoto riconosco la mia fortuna.

Credo di essere nata per questo, non è una passione, non è brama da eccitazione.

La mia è ricerca che mi avvicina sempre più a me stessa.


Sono una persona dai mille interessi e mi sono sempre colpevolizzata o sentita strana per questo, perché nel dire comune è conosciuta la frase che chi fa tante cose non ne porta a termine nessuna, oppure, non è davvero brava in nessuna di quelle. La verità è che infondo non mi interessa e che mi prendo la responsabilità di questa scelta perché tutte le volte che penso mi interessi è perché automaticamente sento di dover dare conto a qualcuno.



Sono le etichette e le aspettative che diamo a noi stessi che ci impediscono di evolverci e di accettare i cambiamenti. Scrivo per metabolizzare i miei processi interiori e fotografo per istinto.


Con il mio diario cartaceo tra le mani e il mio zaino non troppo pesante sulle spalle, proseguo il cammino verso la costa ovest.


A presto

P

















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